Siamo a Tabriz meravigliosa citta Iraniana.. Abbiamo tirarato il più possibile nei primi giorni quando le strade ce lo permettevano.. 4.181 km in 5 giorni.. non male.. tutte tappe lunghissime a parte oggi Van Tabriz dove abbiamo anche dovuto guadare un fiume (la macchina ha tenuto..)
Dietro l'Ibiza il fiumiciattolo che abbiamo guadato.
Ciao a tutti, eccoci di nuovo, finalmente, dopo una settimana di buio.
Siamo ad Almaty, in Kazakistan. Ci eravamo lasciati a Khiva in Uzbekistan. Poi sempre in Uzbekistan lungo la Via della Seta (ormai rinominata Via della Seat) Bukhara, Samarcanda (tutte e tre fantastiche) e infine Tashkent, la capitale (scelta obbligata perche' la frontiera con il Tajikistan via Samarcanda era ed e' tuttora chiusa), dove abbiamo cambiato le 4 gomme.
Da Tashkent siamo partiti alla volta di Dushanbe (Tajikistan). Alla frontiera Uzbekistan-Tajikistan abbiamo incontrato un equipaggio di irlandesi (Nissan Almera) e uno di anglo-australiani (Fiat Punto) con cui abbiamo affrontato i giorni successivi.
Alla frontiera ci hanno pure misurato la febbre e ci hanno disinfettato le gomme dell'auto! Curioso.
A mezzogiorno entriamo in Tajikistan. E' tardi e siamo costretti a guidare anche con il buio. Prima dobbiamo affrontare un passo a 3000 mt completamente senza asfalto. Solo sassi e buche. Strapiombo da una parte. Solo Camion e Jeep. Nessuna macchina 'normale' tranne noi tre.
Fatto il passo dobbiamo affrontare il tunnel della morte (ANZOB TUNNEL). 5 km in 45 minuti cosi (
http://www.youtube.com/watch?v=j-a9CxHUYyA). Completamente buio. Non una luce. Buche altissime. Acqua ovunque. Smog pazzesco. Camion che corrono come dei pazzi. Riusciamo a uscire vivi, anche grazie all'aiuto di un signore del posto che con una Toyota ci apre la strada migliore). Usciamo stremati. Tenda e si dorme.
Giorno successivo attraversiamo Dushanbe e arriviamo a Kalaikhum. Anche qui la strada che costeggia il fiume che separa il Tajikistan con l'Afganistan e' davvero hardcore. Ma e' davvero bellissima. Paesaggi, colori, sensazioni indescrivibili.
Il giorno dopo ancora arriviamo a Khorog, punto di partenza per la Pamir Highway. Quello che abbiamo visto nei 2 giorni seguenti (i 728 km che portano da Khorog ad Osh, in Kirghizistan) e' qualcosa di assolutamente incredibile. I paesaggi sono mozzafiato. Le montagne, i fiumi, i laghi, le yurte, gli anziani, i bambini, gli animali. Abbiamo avuto la fortuna di pranzare ospiti in una yurta e anche di dormirci una sera (a 4200 mt). Siamo passati dai 58 gradi a sottozero.
Sta andando davvero tutto benissimo. Incrociamo le dita.
Un abbraccio a tutti. Il prossimo aggiornamento speriamo sia da Ulanbator!!!
Ciao a tutti, non ci sembra vero ma oggi siamo finalmente a Ulan Bator!
E' stata un'esperienza incredibile, in certi momenti anche difficile, ma certamente impagabile: 14.800 chilometri attraverso Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirgyzistan, Kazakistan, Russia e Mongolia, tre deserti e vette da quasi 5 mila metri.
In questo questo viaggio abbiamo apprezato sguardi, paesaggi, sorrisi che mai avremmo pensato di poter incontrare.
Allafine, l’eroica auto è rimasta in Mongolia, in beneficenza, come prevedeva il regolamento, assieme ad oltre mille sterline in aiuti e ai pneumatici Marangoni che ci hanno portato stoicamente fino alla fine di questo lunghissiomo viaggio.
Grazie a tutti!